20 luglio 2019 - 17:40

Tempo di lettura:

I libri e i dvd acquistati dalla biblioteca "Peppino Impastato" del liceo Galilei nel mese di luglio.

Giorgio Inglese, Vita di Dante. Una biografia possibile

Dante

Che cosa sappiamo davvero di Dante Alighieri? Le tracce lasciate dal poeta nei documenti del suo tempo sono pochissime. Le notizie tramandate dai primi biografi intrecciano ai ricordi autentici molte fioriture leggendarie. Tracce e notizie trovano una chiave di lettura solo grazie al monumento autobiografico, non privo di interni contrasti, che l’Alighieri ha costruito nelle sue opere – dalla Vita nova alla Commedia. Senza mai dissimulare lo scarto fra critica dei documenti e interpretazione storico-letteraria, il libro di - segna così il profilo di una possibile “Vita di Dante scritta da esso”.

Luisa Carrada, Scrivere, che bello! Tappa per tappa, il viaggio dall'idea al testo

Scrivere, che bello

Quando il nostro testo – che sia una lettera di accompagnamento al curriculum, un post, una brochure, una tesi, un libro – è pronto per l’invio o la pubblicazione, proviamo un senso di pienezza e leggerezza. Siamo così felici che dimentichiamo la fatica e i momenti di scoramento che costellano ogni progetto di scrittura, anche il più piccolo e quotidiano.

Eppure, conoscere un po’ meglio la mente al lavoro e darsi un metodo – solido ma flessibile – trasforma ogni fase della scrittura in un’avventura sorprendente e appagante:

  • la rassicurante ritualità della preparazione ci fa indagare le nostre motivazioni e scoprire desideri
  • la documentazione è l’occasione per spaziare liberi nello studio di noi stessi e del mondo
  • nella strutturazione prende forma la nostra eterna aspirazione all’ordine
  • la redazione ci fa vivere l’esaltazione e l’entusiasmo di una corsa
  • nella revisione perfezioniamo con tranquillità il nostro testo fino a farlo brillare.

E, tra una fase e l’altra, un allegro e liberatorio lasciarsi andare ci rende più produttivi e propizia la nostra creatività.

Chiara Volpato, Deumanizzazione. Come si legittima la violenza

Deumanizzazione

«Nella storia della nostra specie deumanizzare serve a pensare l'altro essere umano incompleto, animale, oggetto. Serve a compiere su di lui azioni inaccettabili in un contesto normale».

Chiara Volpato indaga gli atteggiamenti, i comportamenti e le pratiche sociali che, in maniera aperta e violenta, oppure sottile e subdola, escludono l'altro – l'oppositore, il nemico, il diverso – dalla specie umana.

Robert Spaemann, Tre lezioni sulla dignità della vita umana

Tre lezioni sulla dignità della vita umana

Che cosa rende ogni essere umano unico e irripetibile? Che cosa gli appartiene così intrinsecamente che niente e nessuno potrà mai strapparglielo? Che cos’è e come può essere definita la dignità di una persona? Esiste una morte «dignitosa»?

Intorno a queste e ad altre domande sulla vita umana, la modernità appare lontana dalla religione, quando non in aperto dissidio con la sua morale. Eppure, scrive Spaemann, «la dignità non è una qualità biologica dell’uomo. La dignità è il fondamento dell’uomo, spiega l’esistenza di diritti e doveri, della libertà e della responsabilità. La dignità ha in sé qualcosa di trascendente, di sacro, di religioso, perché solo “rappresentando” l’Assoluto l’essere umano possiede ciò che chiamiamo “dignità”».

Dal «diritto» di morire all’esistenza dell’anima, dal legame dell’amicizia alla dimensione della felicità, dall’amore alla sessualità, Spaemann sottopone la modernità a una critica paziente, stimolante, costruttiva, andando al fondo della ricerca di senso che tocca tutti noi, con un linguaggio di encomiabile limpidezza.

Michel Houellebecq, Serotonina

Serotonina

Florent-Claude Labrouste è un quarantaseienne funzionario del ministero dell’Agricoltura, vive una relazione oramai al tramonto con una torbida donna giapponese, più giovane di lui, con la quale condivide un appartamento in un anonimo grattacielo alla periferia di Parigi. L’incalzante depressione induce Florent-Claude all’assunzione in dosi sempre più intense di Captorix, grazie al quale affronta la vita, un amore perduto che vorrebbe ritrovare, la crisi della industria agricola francese che non resiste alla globalizzazione, la deriva della classe media.
Una vitalità rinnovata ogni volta grazie al Captorix, che chiede tuttavia un sacrificio, uno solo, che pochi uomini sarebbero disposti ad accettare.
Serotonina è il capolavoro di Michel Houellebecq:serrato, lirico, a tratti umoristico, crudele, chirurgico, profetico. Romanzo d’amore, politico, esistenziale
e, soprattutto, radiografia del futuro prossimo che incombe sulle nostre vite.

Adam Ziólkowski, Storia di Roma

Storia di Roma

Una nuova storia di Roma antica, scritta da uno dei maggiori esperti internazionali, che ribalta molte delle convinzioni della storiografia tradizionale. La vicenda di un popolo e di una città raccontata con grande chiarezza e molti spunti innovativi, basandosi sulle acquisizioni storiografiche più recenti; ma anche una riconsiderazione filologica di diverse fonti scritte e i risultati di ricerche archeologiche condotte sul campo.

Fernand Braudel, Civiltà e imperi del Mediterraneo nell'età di Filippo II, volumi 1 e 2

Civiltà e imperi del Mediterraneo

La pubblicazione di questo libro di Braudel ha segnato una data nella storiografia internazionale. L’opera, di lettura affascinante, ha innovato profondamente la nostra visione della vita europea e mediterranea nel Cinquecento: allo schema tradizionale della crisi sopraggiunta come conseguenza delle nuove vie di navigazione atlantica, Braudel contrapponeva – con la forza di convinzione che derivava da una conoscenza precisa di fonti sterminate – la visione di un mondo ancora pieno di traffici e di contrasti, di tensioni e scambi, di cui erano partecipi, direttamente o indirettamente, non solo i paesi rivieraschi, ma anche Stati lontani. In altre parole, la vitalità dell’area mediterranea risultava dirompente ed essenziale, per le civiltà del vecchio mondo, ancora per tutto il XVI secolo. Lo studio della storia visto come connessione di tre momenti diversi – la storia di lento svolgimento e di lente trasformazioni, secolari o addirittura millenarie, la storia ritmata in cicli piú brevi, ma pur sempre pluridecennali, e infine la storia «secondo la dimensione dell’individuo» – mostrava, attraverso questa indagine, la sua efficacia e il suo valore di strumento per l’analisi delle grandi età del passato.

Karl Marx, Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte

Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte

"Le rivoluzioni borghesi, come quelle del secolo decimottavo, passano tempestosamente di successo in successo; i loro effetti drammatici si sorpassano l'un l'altro; gli uomini e le cose sembrano illuminati da fuochi di bengala; l'estasi è lo stato d'animo di ogni giorno. Ma hanno una vita effimera, presto raggiungono il punto culminante: e allora una lunga nausea si impadronisce della società, prima che essa possa rendersi freddamente ragione dei risultati del suo periodo di febbre e di tempesta. Le rivoluzioni proletarie, invece, quelle del secolo decimonono, criticano continuamente se stesse; interrompono a ogni istante il loro proprio corso; ritornano su ciò che già sembrava cosa compiuta per ricominciare daccapo; si fanno beffe in modo spietato e senza riguardi delle mezze misure, delle debolezze e delle miserie dei loro primi tentativi; sembra che abbattano il loro avversario solo perché questo attinga dalla terra nuove forze e si levi di nuovo più formidabile di fronte a esse; si ritraggono continuamente, spaventate dall'infinita immensità dei loro propri scopi, sino a che si crea la situazione in cui è reso impossibile ogni ritorno indietro e le circostanze stesse gridano: Hic Rhodus, hic salta! Qui è la rosa, qui devi ballare!"

Alexis de Tocqueville, La democrazia in America

La democrazia in America

Tocqueville è considerato il pensatore politico più importante del secolo XIX, ed è senz’altro quello più attuale. Molte delle sue osservazioni sui meccanismi della democrazia e sui suoi punti deboli sono al centro del dibattito politico odierno. E anche il binomio democrazia – Stati Uniti è sempre più nel fuoco delle controversie. Questo, fra i libri di Tocqueville, ha un fascino particolare perché nasce dall’esperienza concreta di un lungo viaggio durante il quale Tocqueville ha studiato, da storico e da sociologo, la realtà americana, e dall’esperienza di quel viaggio ha ricavato un tessuto di riflessioni teoriche che proprio per questo non risultano mai astratte o accademiche. Tocqueville ha individuato precocemente gli aspetti della legislazione americana che più avevano rivoluzionato i tradizionali assetti sociali, prima fra tutte la legge sulle successioni che aboliva il maggiorascato, cioè la consuetudine di tramandare i tre quarti del patrimonio al figlio primogenito: così si veniva a distribuire la ricchezza smantellando, senza colpo ferire, i grandi possedimenti. Ma Tocqueville ha anche intuito perfettamente che un buon pacchetto di norme giuridiche non bastano a fare una democrazia, se un paese non possiede radicate tradizioni e un profondo rapporto col proprio passato, in altre parole se difetta di cultura. I contraltari politici, cioè l’associazionismo e il decentramento amministrativo, una magistratura autonoma e una stampa libera, sono i cardini e la garanzia del buon funzionamento della democrazia, ma possono non bastare a contrastare le derive di un sistema in cui una massa omologata può imporre la «tirannia della maggioranza» calpestando valori etici e morali. E vedeva già allora dietro l’angolo i pericoli del populismo e del cesarismo, in cui il potere «ama che i cittadini siano contenti, purché non pensino che a stare contenti».

Luigi Ganapini, La Repubblica delle camicie nere

La Repubblica delle camicie nere

Dopo l'8 settembre 1943, numerosi italiani restarono "fedeli" a Benito Mussolini e aderirono alla Repubblica di Salò. Attraverso una robusta base documentaria e raccontando personaggi ed episodi di un'epoca sanguinosa, Luigi Canapini analizza i diversi aspetti di quell'esperienza. A seguire Mussolini non furono solo coloro che volevano continuare a combattere con i tedeschi, ma anche un ceto politico e amministrativo che voleva dare continuità al regime e chi credeva di ritrovare gli ideali "socialisti" del primo fascismo. C'erano elementi conservatori o reazionari e razzisti, e componenti tecnocratiche o sindacaliste, tutte ugualmente ispirate a un rinnovamento corporativo. Queste contradditorie aspirazioni trovarono un tragico punto di convergenza nel "prigioniero del lago", un Mussolini sospeso tra le glorie e gli ideali del passato e lo smarrimento davanti al presagio della fine.

Hannah Arendt, Le origini del totalitarismo

Le origini del totalitarismo

"Le origini del totalitarismo" (1951) è un classico della filosofia politica e della politologia del Novecento. Per la Arendt il totalitarismo rappresenta il luogo di cristallizzazione delle contraddizioni dell'epoca moderna e insieme la comparsa in Occidente di un fenomeno radicalmente nuovo. Le categorie tradizionali della politica, del diritto, dell'etica e della filosofia risultano inutilizzabili; quanto avviene nei regimi totalitari non si può descrivere nei termini di semplice oppressione, di tirannide, di illegalità, di immoralità o di nichilismo realizzato, ma richiede una spiegazione "innovativa". Lungi dal presentare una struttura monolitica, l'apparato istituzionale e legale totalitario deve rimanere estremamente duttile e mobile, al fine di permettere la più assoluta discrezionalità. Per questo gli uffici vengono moltiplicati, le giurisdizioni tra loro sovrapposte e i centri di potere continuamente spostati. Soltanto il capo, e una cerchia ristrettissima di collaboratori, tiene nelle sue mani gli ingranaggi effettivi della macchina totalitaria. Nelle Origini tale macchina viene smontata e analizzata pezzo per pezzo: i metodi propagandistici, le formule organizzative, l'apparato statale, la polizia segreta, il fattore ideologico e, infine, il campo di sterminio, istituzione suprema e caratteristica di ogni regime totalitario.

Bettina Stangneth, La verità del male. Eichmann prima di Gerusalemme

La verità del male

Accolto con clamore in tutto il mondo, e cinquant'anni dopo "La banalità del male", questo libro capovolge l'immagine di Eichmann e del nazismo data da Hannah Arendt. Il gerarca nazista Adolf Eichmann, dopo la fine della seconda guerra mondiale, fuggì in Argentina e lì visse nascosto finché non venne catturato dai servizi segreti israeliani e portato a Gerusalemme per il celebre processo. Bettina Stangneth, filosofa tedesca esperta di inganno e manipolazione, ne ha seguito le tracce lasciate durante la sua latitanza, rintracciando i suoi nascondigli e portando alla luce documenti segreti e dettagli inediti, svelando così le abili macchinazioni con cui uno dei principali architetti della Shoah, che egli riteneva "il suo capolavoro", definì se stesso "funzionario d'ordine" e "piccolo ingranaggio nella macchina di annientamento nazista". Stangneth dimostra che l'immagine di grigio burocrate, inetto e poco intelligente, della quale si convinse Hannah Arendt, che così lo raccontò a milioni di lettori, fu in realtà studiata a tavolino dallo stesso Eichmann, abile manipolatore sociale che sperava in questo modo di aver salva la vita. Non ci riuscì, ma riuscì - fino a oggi - a perpetrare un inganno ancora più terribile: farci credere che il diavolo non esiste.

Lettere dei soldati della Wehrmacht

Lettere dei soldati della Wehrmacht

La selezione di lettere scritte dai soldati tedeschi durante la Seconda guerra mondiale conservate nel Museo della Comunicazione di Berlino ha uno straordinario valore storico, perché rappresenta una testimonianza immediata del conflitto da parte di chi l'ha quotidianamente vissuto, su tutti i fronti, dall'invasione della Polonia fino alla caduta di Berlino. Se le lettere scritte durante la campagna di Francia del 1940 o all'inizio dell'operazione Barbarossa sono in genere piene di speranza nei confronti della nuova Grande Germania incarnata nel Terzo Reich, quelle successive, scritte durante l'assedio di Stalingrado e lo sbarco alleato in Normandia, si fanno via via più pessimiste. Una pagina dopo l'altra, il lettore assiste alle disillusioni dei soldati, alla stanchezza di fronte alla brutalità della guerra, al degrado delle condizioni fisiche e psichiche. Ma poiché questi uomini sono gli alfieri del nazismo in guerra, leggiamo anche la fede esaltata nei confronti della Germania hitleriana, la partecipazione ai massacri delle popolazioni civili e la forza dell'ideologia nazionalsocialista nelle truppe del Terzo Reich. Attraverso lettere scritte ai famigliari, comprendiamo cosa veramente pensavano e credevano i soldati dell'esercito tedesco. Prefazione di Timothy Snyder.

Claudio Vercelli, Neofascismi

Neofascismi

Il fascismo non si è esaurito con la fine del ventennio mussoliniano: da settant'anni, la storia dell'estrema destra si accompagna a quella della Repubblica italiana «nata dalla Resistenza». Per più aspetti, anzi, ne è una sorta di reciproco inverso, che nega nella maniera più violenta la legittimità politica delle istituzioni democratiche, denunciate come una perversione dell'ordine naturale delle cose. Questo libro è dunque un viaggio: dalla RSI a CasaPound. I presupposti ideologici, i riferimenti culturali, gli autori e i rappresentanti politici, i protagonisti dell'eversione, i movimenti, la nebulosa di sigle e riviste: per la prima volta, l'analisi puntuale, spietata e informata di un'area di pensiero e d'azione sfaccettata e complessa. Un'ombra nera che ha attraversato tutto il dopoguerra. Fino alla destra radicale di oggi. Fino alla sua aggressiva ambizione di rappresentare il territorio sociale dell'esclusione, indicandogli cause di disagio immediatamente condivisibili: immigrazione, «poteri forti», furto del lavoro, complotti. Perché è necessario capire che la forza del radicalismo di destra è direttamente proporzionale alla crisi della democrazia sociale. Più indietreggia la seconda, maggiori sono gli spazi per il primo. Così è stato in passato, così sarà per i tempi a venire. Un libro per approfondire, analizzare, comprendere. Uno strumento per trovare le risposte alla tragica complessità del nostro presente.

Avner Ash, Robert Gross, Elliptic Tales: Curves, Counting, and Number Theory

Elliptic Tales

Elliptic Tales describes the latest developments in number theory by looking at one of the most exciting unsolved problems in contemporary mathematics--the Birch and Swinnerton-Dyer Conjecture. In this book, Avner Ash and Robert Gross guide readers through the mathematics they need to understand this captivating problem. The key to the conjecture lies in elliptic curves, which may appear simple, but arise from some very deep--and often very mystifying--mathematical ideas. Using only basic algebra and calculus while presenting numerous eye-opening examples, Ash and Gross make these ideas accessible to general readers, and, in the process, venture to the very frontiers of modern mathematics.

Barry Mazur, William Stein, Prime Numbers and the Riemann Hypothesis

Prime Numbers

Prime numbers are beautiful, mysterious, and beguiling mathematical objects. The mathematician Bernhard Riemann made a celebrated conjecture about primes in 1859, the so-called Riemann hypothesis, which remains one of the most important unsolved problems in mathematics. Through the deep insights of the authors, this book introduces primes and explains the Riemann hypothesis. Students with a minimal mathematical background and scholars alike will enjoy this comprehensive discussion of primes. The first part of the book will inspire the curiosity of a general reader with an accessible explanation of the key ideas. The exposition of these ideas is generously illuminated by computational graphics that exhibit the key concepts and phenomena in enticing detail. Readers with more mathematical experience will then go deeper into the structure of primes and see how the Riemann hypothesis relates to Fourier analysis using the vocabulary of spectra. Readers with a strong mathematical background will be able to connect these ideas to historical formulations of the Riemann hypothesis.

Tim Harford, The Undercover Economist, Revised and Updated Edition: Exposing Why the Rich Are Rich, the Poor Are Poor - And Why You Can Never Buy a Decent Used Car!

The Undercover Economist

With over one million copies sold, The Undercover Economist has been hailed worldwide as a fantastic guide to the fundamental principles of economics. An economist's version of The Way Things Work, this engaging volume is part Economics 101 and part exposé of the economic principles lurking behind daily events, explaining everything from traffic jams to high coffee prices.

New to this edition: This revised edition, newly updated to consider the banking crisis and economic turbulence of the last four years, is essential for anyone who has wondered why the gap between rich and poor nations is so great, or why they can't seem to find a decent second-hand car, or how to outwit Starbucks. Senior columnist for the Financial Times Tim Harford brings his experience and insight as he ranges from Africa, Asia, Europe, and the United States to reveal how supermarkets, airlines, and coffee chains--to name just a few--are vacuuming money from our wallets. Harford punctures the myths surrounding some of today's biggest controversies, including the high cost of health-care; he reveals why certain environmental laws can put a smile on a landlord's face; and he explains why some industries can have high profits for innocent reasons, while in other industries something sinister is going on.

Covering an array of economic concepts including scarce resources, market power, efficiency, price gouging, market failure, inside information, and game theory, Harford sheds light on how these forces shape our day-to-day lives, often without our knowing it. Showing us the world through the eyes of an economist, Tim Harford reveals that everyday events are intricate games of negotiations, contests of strength, and battles of wits. Written with a light touch and sly wit, The Undercover Economist turns "the dismal science" into a true delight.

Vicky Neale, Closing the Gap: The Quest to Understand Prime Numbers

Closing the Gap

In 2013, a little known mathematician in his late 50s stunned the mathematical community with a breakthrough on an age-old problem about prime numbers. Since then, there has been further dramatic progress on the problem, thanks to the efforts of a large-scale online collaborative effort of a type that would have been unthinkable in mathematics a couple of decades ago, and the insight and creativity of a young mathematician at the start of his career. Prime numbers have intrigued, inspired and infuriated mathematicians for millennia. Every school student studies prime numbers and can appreciate their beauty, and yet mathematicians' difficulty with answering some seemingly simple questions about them reveals the depth and subtlety of prime numbers. Vicky Neale charts the recent progress towards proving the famous Twin Primes Conjecture, and the very different ways in which the breakthroughs have been made: a solo mathematician working in isolation and obscurity, and a large collaboration that is more public than any previous collaborative effort in mathematics and that reveals much about how mathematicians go about their work. Interleaved with this story are highlights from a significantly older tale, going back two thousand years and more, of mathematicians' efforts to comprehend the beauty and unlock the mysteries of the prime numbers.

Zerocalcare, Ogni maledetto lunedì su due

Ogni maledetto lunedì su due

Una raccolta di storie che documenta in maniera onesta, divertita e spietata la perdita delle illusioni e il bisogno di protrarre il più possibile il tempo in cui ci si può dire responsabili, senza ammettere di essere adulti.

Quasi due anni di blog. Uno spaccato generazionale divertentissimo, ma tutt'altro che disimpegnato; il manifesto di una generazione, raccontato attraverso le sfaccettate manifestazioni della coscienza, della morte e della cultura di Zerocalcare, che vanno dall'immancabile armadillo a un'infinità di icone dell'animazione, della tv, della cultura pop a cavallo tra nni Ottanta e Novanta. Corredato da quasi cinquanta pagine di materiale inedito a colori.

Zerocalcare, Un polpo alla gola

Un polpo alla gola

Tre amici, un comprensorio scolastico, un segreto. E quindici anni dopo, scoprire che ciascuno di loro credeva che il segreto fosse uno solo, ma che ognuno aveva il suo. E che ce n'era uno, più grande, che nessuno di loro sapeva.

Dopo "La profezia dell'armadillo", Zerocalcare torna con un romanzo grafico lungo. Tre capitoli. Tre stagioni della vita del giovane Calcare; le amicizie, le rivalità, i piccoli misteri dell'impresa che è crescere, raccontati nell'impareggiabile stile di Zerocalcare, in un crescendo sincopato di risate e singhiozzi. Questo secondo libro conferma Zerocalcare come un narratore intelligente, delicato, spietato nei confronti delle proprie debolezze, che forse sono quelle di tutti noi. Una storia lunga spezzata in tre momenti della crescita del giovane Calcare, accomunati dalla persistente sensazione di avere sempre un polpo alla gola.

Zerocalcare, La profezia dell'armadillo

La profezia dell armadillo

Cinque anni dopo l'uscita in libreria della versione "colore 8-bit", La profezia dell'armadillo di Zerocalcare, che nel frattempo ha venduto centomila copie, torna in libreria in questa bellissima Artist Edition. La storia torna al bianco e nero con retini grigi della versione originale autoprodotta, ma il volume è più grande, per far risaltare meglio i disegni, ed è preceduto da una storia inedita di dodici pagine, in bicromia, che ha l'intento di fare da raccordo tra questo classico di Zerocalcare e il suo prossimo libro, che uscirà alla fine del 2017.

Paolo e Vittorio Taviani, La notte di San Lorenzo

La notte di San Lorenzo

È l'estate del 1944, il paese di San Martino è nel mezzo della guerra di Resistenza. I nazisti all'approssimarsi delle truppe Alleate ordinano a tutta la popolazione di riunirsi nel duomo. Un gruppo di uomini, donne e bambini, guidato dal fattore Galvano, temendo una possibile trappola, decide di fuggire e abbandona il paese col favore della notte, per andare incontro agli americani che arrivano da sud. Poco dopo nella chiesa ha effettivamente luogo la temuta strage perpetrata dai nazisti. Mentre i fuggitivi si trovano in un campo a raccogliere il grano con un gruppo di contadini legati alla resistenza vengono attaccati da un gruppo di fascisti, tra cui il Marmugi, il figlio quindicenne del Marmugi, e il Giglioli. Dopo una scaramuccia sanguinosa i fascisti sopravvissuti mostrano la loro codardia uccidendo a sangue freddo alcuni sopravvissuti di San Martino e venendo poi a loro volta uccisi dagli altri del gruppo. Gli scampati allo scontro riparano in un cascinale dove trascorrono la notte e Galvano corona il suo sogno d'amore con la cugina Concetta. All'alba giunge la notizia dell'arrivo degli Alleati.