16 maggio 2020 - 10:23

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Una mantide religiosa e una mosca sono le protagoniste di una ricerca sui predatori agguato di cui parla un articolo del sito del "New York Times".

La ricerca è stata realizzata da Sergio Rossoni, un ex studente del liceo Galilei, quando stava seguendo un master all'università del Sussex, in Inghilterra, insieme al suo supervisore, il professor Jeremy Niven, docente di zoologia in quella università.

Ricerca di Sergio Rossoni su Biology Letters

 

La ricerca è stata pubblicata sull'ultimo numero della rivista "Biology Letters" e mostra come l'attacco di una mantide cambi col variare della velocità della preda, nonostante si tratti di movimenti molto rapidi: il più lento è di duecento millimetri al secondo, il più veloce di 730 millimetri. I predatori agguato sono stati sempre «ritenuti piuttosto stereotipati nel loro comportamento», dice Rossoni a Cara Giaimo, autrice dell'articolo del "New York Times".

Un campione di otto mantidi, osservato con una telecamera ad alta velocità, alle prese con bersagli che si muovevano a tre diverse velocità, ha mostrato che le mantidi regolano la velocità del loro attacco su quella dell'obiettivo e, se sbagliano a misurare il movimento della preda, sanno correggerlo in frazioni di meno di un decimo di secondo.

Sergio Rossoni adesso è dottore di ricerca in zoologia all'università di Cambridge.

 

Una mantide religiosa afferra la sua preda. La riproduzione avviene a un decimo della velocità effettiva del movimento. Video di Dylan Scott.