4 ottobre 2018 - 18:37

Il ministero dell'istruzione ha emanato oggi la circolare che contiene le «prime indicazioni operative» per l'esame di stato 2019. In particolare, da questo momento si sa qualcosa di più preciso sulla prima prova scritta, quella di italiano.

 

La prima prova

Mercoledì 19 giugno 2019 gli studenti affronteranno questa prova e si troveranno davanti un fascicolo che conterrà sette tracce che saranno però raggruppate in tre tipologie invece che quattro.

Maturità 2019 date delle prove

 

Sparisce il tema di argomento storico, raddoppiano invece le analisi del testo: saranno due - di autori diversi - e riguarderanno testi letterari scritti dall'unità d'Italia a oggi. Le due tracce riguarderanno periodi storici, generi o forme testuali (prova/poesia) diversi. Gli autori non dovranno necessariamente essere tra quelli che sono stati studiati durante l'anno perché - come chiarisce il documento stilato nei mesi scorsi dalla commissione di linguisti incaricata di preparare le linee guida della nuova prova scritta di italiano - «lo scopo della prova è quello di verificare la capacità di interagire con un testo letterario inserendolo nel proprio orizzonte formativo ed esistenziale e, eventualmente, di saper inquadrare il testo in un panorama discorsivo più ampio, attraverso il confronto con altri testi e autori».

Ci saranno domande di comprensione e analisi del testo ma dovrebbero essere ridimensionate o eliminate quelle relative alla metrica e alle figure retoriche perché «troppo rigide»: più spesso i quesiti cercheranno di stabilire «l'effettiva comprensione del significato di singoli passaggi o snodi testuali», per questo potrebbe essere chiesto anche di riscrivere passi del testo sotto forma di «parafrasi» o «riassunto». Bisognerà «far parlare il testo» aldilà del suo significato letterale. Sarà poi richiesto allo studente un commento del testo, che dovrà essere ben organizzato dal punto di vista tematico e nel quale bisognerà formulare «delle ipotesi interpretative utilizzando anche le conoscenze acquisite e la esperienza di lettore». Il commento sarà ancora più efficace se lo studente saprà collocarlo «in un orizzonte complessivo di senso (nel suo tempo, nel suo genere ecc.)». Nel commento sarà importante usare «un lessico insieme puntuale ed efficace, che vada oltre quello abitualmente adoperato in un discorso orale».

La tipologia b diventa la redazione di un testo argomentativo. Ci saranno tre tracce: alcune «più vincolanti» che chiederanno allo studente di argomentare e altre «meno vincolanti» in cui si richiederà di esporre tesi e argomentazioni specifiche usate dall'autore senza dovere argomentare ulteriormente. In ogni traccia ci sarà un solo testo (completo o parziale ma dotato di significato), che potrà essere un saggio o un articolo giornalistico di commento (editoriale). Spariscono i documenti del "vecchio" saggio breve.

Anche per questa tipologia lo studente troverà domande di analisi e comprensione e la richiesta di un suo commento. Le domande di analisi e comprensione saranno del tipo: «quali sono le sequenze essenziali del discorso? quale la tesi di fondo sostenuta? quali sono le risorse espressive a cui ricorre chi scrive per sostenere la sua opinione?». Bisognerà quindi fare attenzione alla presenza nel testo di strutture come «da un lato ... dall'altro», «sia ... sia» o di moduli più complessi come «se va riconosciuto che... è d'altra parte innegabile il fatto che...». Nel commento, lo studente «esporrà le sue riflessioni intorno alla (o alle) tesi di fondo avanzate nel testo, anche sulla base delle conoscenze acquisite». La traccia, infine, potrebbe già dire allo studente se organizzare il commento introducendo prima la tesi e dopo l'argomentazione o se procedere nel verso opposto, se usare anche controargomentazioni per confutare la tesi.

La nuova tipologia C sostituisce il «tema di ordine generale»: sarà un tema di attualità e potrà essere accompagnato da un breve testo che fornisca spunti di riflessione. Rispetto al tema tradizionale, la traccia potrebbe chiedere allo studente di inserire un titolo e di organizzare lo svolgimento in paragrafi con un loro titolo. Le tracce tra le quali scegliere saranno due. La consegna dovrebbe fornire indicazioni «il più possibile circostanziate sulle piste da seguire nello svolgimento» per evitare trattazioni troppo generiche.

Lo scopo della prova di italiano sarà quello di verificare «la padronanza della lingua, le capacità espressive e critiche delle studentesse e degli studenti».

 

La seconda prova

Non ci sono novità sulla seconda prova, che si svolgerà giovedì 20 giugno. Vale quindi ciò che era stato previsto dal decreto ministeriale n. 10 del 29 gennaio 2015. Al liceo scientifico, la prova consisterà nella «soluzione di un problema a scelta del candidato tra due proposte e nella risposta ad alcuni quesiti». Al liceo linguistico, la prova prevederà «l'analisi di uno dei testi proposti» e dovrà verificare «le capacita' di: a) comprendere e interpretare testi scritti di diverse tipologie e generi (temi di attualità, storico-sociali, letterari o artistici), dimostrando di conoscerne le caratteristiche; b) produrre testi scritti per riferire o descrivere o argomentare». La prova sarà suddivisa in due parti: «a) risposte a domande aperte o anche chiuse, relative al testo scelto dal candidato fra quelli proposti; b) redazione di un testo in forma di narrazione o descrizione o argomentazione» sull'argomento trattato nel brano scelto con un limite di 300 parole.

Al liceo scientifico tradizionale, la materia della seconda prova sarà una tra matematica e fisica. Al liceo delle scienze applicate sarà scelta tra matematica, fisica e scienze naturali. Al liceo linguistico riguarderà una delle lingue straniere.

Il decreto legislativo n. 62 del 13 aprile 2017 prevede la possibilità che la seconda prova possa coinvolgere «una o più discipline». Su questo punto, le indicazioni del Miur specificano che «nel caso in cui il Ministro stabilisca di coinvolgere più discipline», nelle tracce non saranno «messi insieme e sommati» quesiti di più discipline ma saranno proposti casi e problemi che coinvolgano contemporaneamente le conoscenze e le competenze delle discipline interessate per consentire alla commissione di valutare «il livello di raggiungimento degli obiettivi di apprendimento di ciascun indirizzo».

La materia (o le materie) della seconda prova si conoscerà entro la fine di gennaio 2019.

 

La valutazione

L'altra novità riguarda la valutazione: le caratteristiche generali delle griglie saranno elaborate a livello nazionale e saranno uguali per tutte le scuole, tuttavia ogni commissione interverrà sulle griglie per precisarle meglio. Concretamente, per ogni tipologia di prova il Miur specificherà gli indicatori oggetto di valutazione e il punteggio massimo che potrà essere assegnato a ciascuno di essi, le commissioni d'esame definiranno i descrittori dei vari livelli, cioè cosa bisogna fare per ottenere il punteggio x, cosa per ottenere il punteggio immediatamente superiore o inferiore, e così via.

Gli indicatori delle varie griglie saranno comunicati dal Miur entro la metà del mese di ottobre.

 

Punteggi e credito

Il punteggio finale degli studenti rimane uguale a quello degli altri anni: si è promossi con un voto pari almeno a 60, il massimo è 100. Ognuna delle due prove scritte e il colloquio orale varranno 20 punti ciascuno. Il credito inciderà per i restanti 40 punti.

Maturità 2019, credito scolastico

 

Il credito per gli studenti che frequentano le quinte quest'anno sarà assegnato secondo questa tabella:

media dei voti fascia di credito
inferiore a 6 7-8
uguale a 6 9-10
maggiore di 6 e minore o uguale a 7 10-11
maggiore di 7 e minore o uguale a 8 11-12
maggiore di 8 e minore o uguale a 9 13-14
maggiore di 9 e minore o uguale a 10 14-15

 

Per armonizzare il nuovo sistema di attribuzione del credito con i punteggi attribuiti in terza e in quarta, questi ultimi saranno convertiti secondo questa tabella:

somma dei crediti di 3° e 4° anno nuovo credito
6 15
7 16
8 17
9 18
10 19
11 20
12 21
13 22
14 23
15 24
16 25

 

Questo è il video con cui il ministro dell'istruzione Marco Bussetti ha comunicato su Facebook l'invio della circolare alle scuole.

 

Link

Le indicazioni operative e metodologiche

Documento di lavoro per la preparazione delle tracce della prima prova

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