15 novembre 2019 - 22:57

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La cronaca sacra della Straliceo 2019

Mattia Resmini

Avete avuto modo di leggere la versione “profana” della Straliceo, ora godetevi la versione noiosa e lunga, consigliata per chi volesse schiacciare un pisolino pomeridiano o per chi pensasse che le versioni di latino siano troppo semplici e volesse dedicarsi a qualcosa di culturalmente più “pesante”. Mi raccomando, siamo ai livelli del premio Pulitzer. I gentili lettori sono stati avvisati.

Un’altra edizione della Straliceo si è svolta lo scorso 14 novembre, durante una fredda mattinata nella quale studenti di tutti gli indirizzi del nostro istituto insieme a coraggiosi professori e a genitori volenterosi si sono riuniti per correre l’ormai celeberrima corsa di 6.3 km. La manifestazione dedicata allo sport e alla salute ha dato modo alle nuove prime di saggiare il forte spirito di solidarietà della nostra scuola, alle quinte di mettersi in gioco attivamente per organizzare tutti insieme un momento speciale e a tutte le altre classi di sfidare i propri limiti o semplicemente di vivere una giornata scolastica un po’ diversa e forse un po’ più divertente.

Prima della partenza, un breve sondaggio tra i primini, carne fresca per intenderci, ha permesso di raccogliere i loro pensieri riguardo a questa prima esperienza con la corsa. Le loro opinioni sono da subito parse unanimi e puntare tutte su un unico punto: tentare di sopravvivere all’aria pungente di una mattina di novembre. Questo non significa che non fossero propositivi, tutt’altro, sembravano essere gli studenti più intenzionati a correre. Emblematica una frase che mi è stata riferita da uno di questi ragazzi, “La sofferenza dura un momento, la gloria è eterna”. Questa sententia dal valore altamente tragicomico sintetizza un po’ la linea di pensiero dei nuovi arrivati, ancora all’oscuro del tremendo lavoro di resistenza psicologica che avrebbero dovuto compiere lungo rettilineo che segue il cimitero di Caravaggio. È forse questo entusiasmo “giovanile” che ha permesso proprio ad un ragazzo di prima di segnare il miglior tempo, compiendo una performance davvero stupefacente? E’ stato più difficile cavare qualche parola di bocca agli studenti più navigati, probabilmente perché troppo impegnati a concentrarsi sulla loro grande prestazione.

Degno di nota è il sollievo generale delle quarte, che si accingevano a correre forse la loro ultima Straliceo, senza però mancare di partecipare attivamente e con spirito alla manifestazione. Perché questa corsa non rappresenta solo una campestre imposta ai nostri poveri studenti, e a riprova di questo fatto mi viene in soccorso un coraggioso e sostanzioso manipolo di ragazzi di quinta che hanno deciso di partecipare anche quest’anno per divertimento, senza alcun tipo di imposizione. I loro coetanei erano nel frattempo impegnati nell’organizzazione del tutto: sistemazione dei tavoli, distribuzione del tè e delle mele in compagnia degli ormai immancabili alpini, il primo soccorso con la croce rossa, musica (di ottimo gusto, rendiamo giustizia al grande Jon Bon Jovi), sorveglianza del percorso, apri fila, chiudi fila, direzione del traffico, la sorveglianza della raccolta differenziata e dello smaltimento dei rifiuti, il controllo al punto di arrivo dei tempi, il check-up per la pressione, la squadra fotografi, il report, ecc.

Tutti hanno dato una mano, chi in un modo, chi in un altro, ma ciò che è più importante è che ognuno di loro sia riuscito a donare un tocco di individualità alla Straliceo e sia stato in grado di mettere a disposizione le proprie energie e la propria fantasia per l’intero istituto. Questo spirito di intraprendenza è stato incoraggiato anche dai professori, ovviamente. Molti di loro hanno infatti partecipato fianco a fianco con i loro studenti correndo, convinti del fatto che per promuovere messaggi di salute e di benessere fisico sia necessario dare loro un esempio concreto, oppure preparandoli sulla pista di atletica nei mesi che precedevano la corsa, assicurandosi che potessero parteciparvi in modo ottimale attraverso un lavoro costante e meticoloso. Solo il fatto che la maggior parte di loro abbia dovuto concedere ore di lezione per la manifestazione, dovrebbe rendere noi studenti grati per il loro supporto. Supporto che non è mancato neanche da parte dall’instancabile gruppo alpini, che ringraziamo per il loro prezioso aiuto, la loro simpatia e partecipazione, così come per la croce rossa, la Cfl Cooperativa Famiglie Lavoratori di Treviglio, Avis Caravaggio e l’Associazione Nazionale Carabinieri.

Al termine della manifestazione, tutti parevano soddisfatti. I primini, con il fiatone, hanno assaporato per la prima volta le tradizionali mele ristoratrici e il tè caldo, soddisfatti di non essere crollati per strada ma allo stesso tempo stupiti di come abbiano saputo vivere bene la gara. Il resto degli studenti invece ha commentato molto positivamente l’organizzazione dei ragazzi di quinta, cosa che ci fa estremamente piacere, e coloro che sono riusciti a salire sul podio hanno, da veri campioni, rilasciato pochi commenti, ma estremamente positivi riguardo alla gara di cui sono riusciti a diventare protagonisti, prima di riunirsi alla folla di studenti che se ne ritornavano soddisfatti a casa.

Ci sarebbero ancora mille fatti da raccontare, tra le spille da balia perse, le battute scambiate, i lamenti sul freddo, gli incidenti con il tè appiccicoso, le pettorine da calcio utilizzate come giubbetti ad alta visibilità, le originali proposte dei primini come quella di aggiungere alle mele dei biscottini e degli stand per l’acqua lungo il percorso, i fin troppo complessi gazebo da montare ed altro, ma non ci sarebbe tempo. Quello che conta è che siamo riusciti ancora una volta a dimostrare quanto sia valido il nostro istituto, di cui io sono personalmente fiero di fare parte. Ringrazio quindi tutti per aver dato del proprio meglio.

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