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Liceo statale "Galileo Galilei" | Caravaggio

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La cronaca profana della Straliceo 2019

Tempo di lettura:

Dalla vostra inviata “profana”  😈 alla Straliceo 2019, Chiara  Mazzuca

inviata della straliceo

Ore 7:15: mi affaccio alla finestra  della mia camera  e con immensa gioia noto che “il cielo è blu sopra le nuvole” 🌤 …. finalmente oggi  i galileiani potranno soddisfare una delle motivazioni che li hanno orientati nella scelta della Nostra scuola superiore, finalmente oggi, con una settimana di ritardo, questa Straliceo  “s’ha da fare” !

Ore 8:00: in via confidenziale informo alcuni compagni che le sorelle Liviani,  sul podio nelle ultime 3 edizioni della Straliceo,  quest’anno non daranno “filo da torcere” a nessuno.

Ore 8:15: briefing informativo con il professor Colombo che ricorda ad ognuno il proprio compito, ma l’euforia  🎉 di far finalmente parte dell’organizzazione è cosi grande che in pochi riescono a seguirlo

Ore 9:00: l’organizzazione procede…. c’è chi sposta banchi e sedie (pochi eletti) chi monta gazebo, chi mette striscioni all’ingresso laterale del campo sportivo, chi chiacchiera aggirandosi senza meta (la maggioranza), chi fa foto 📸, chi chiede se è pronto il the degli Alpini, chi sogna le mele 🍎, chi si lamenta del freddo, chi si fa i selfie 🤳🏻, chi inforca la bicicletta  🚲 e raggiunge le postazioni assegnate lungo il percorso, e chi, come me, è già da tempo “al lavoro”📝 …

Ore 9:50: la tensione  “si taglia col coltello” 🔪 mentre le classi, con moooolta calma, raggiungono la palestra del centro sportivo.
Intanto mi sorge spontanea una domanda “in quanti vorrebbero essere al mio posto?!?” 🤔.
Provo a chiedere e inizio ad “assalire” qualche primino : “È la prima volta che fai la Straliceo, cosa ne pensi della gara?”

“Penso che arriverò ultima”
“Vuoi aggiungere qualcosa? “
“Boh”

Riprovo. Un ragazzo impaurito si nasconde dietro un gruppo di compagne e cede loro la parola. “Temo il freddo, ma poi sudo e passa”
“Io, temo di più la corsa”
“Vincere ?! Non se ne parla nemmeno” 

Tra un gruppo di ragazzi che si sta riscaldando, facendo buoni propositi per non morire e per sostenere chi si troverà in difficoltà, resto colpita dall’indifferenza totale di una di loro, che fa spallucce ad ogni risposta, lievemente spaventata per i

km di percorso. 

Chi ha già una Straliceo alle spalle sarà più saggio? Il proposito comune è PARTECIPARE e divertirsi, impegnarsi, ma con parsimonia. I più accorti suggeriscono che si potrebbe fare con un clima più clemente (settembre?) e ipotizzare percorsi con lunghezze diverse per i diversamente sportivi.

A proposito di “diversamente sportivi”, avvisto un gruppo di ragazze con tacco 12 👠, esonerate deliberatamente dalla gara: propongono diventi un’attività non coercitiva, ma su base volontaria e soprattutto NON valutata, perché troppa competizione nuoce gravemente alla salute 🙄.

Una ragazza piange: la disperazione negli occhi della gente. 
C’è di tutto: chi è felice 😃, chi piange 😭, chi è indifferente 😑… È bello vedere i vari volti dei partecipanti alla Straliceo.

In sintesi # MORTE, FREDDO, SUDORE.

Ore 10:30: pronti, partenza, VIA …🏃🏻‍♂️🏃🏻‍♀️ ma c’è già chi è stanco di correre !!!🚶🏻‍♀️🚶🏼‍♀️🚶🏽‍♀️

Dum differtur Straliceo transcurrit. 

Ore 11:00: tra i 23 e 31 minuti dall’inizio della gara il podio 🥇🥈🥉 è completo. Ma prima o poi tutti arrivano.

Ore 11:30: post gara. 
Ho cercato di intervistare il maggior numero di persone per capire le emozioni di chi si è sacrificato in nome di una sana competizione sportiva. A tutti ho posto la stessa domanda “ Come è andata?”
“ Me l’aspettavo più lunga e più faticosa” 
“ Pensavo facesse più freddo! Quanti ci saranno? 20 gradi? No, scherzo, no…insomma pensavo facesse più freddo”
“Mi aspettavo corressero più prof”
“No, no, no, no, no, no!”
“È due mesi che mi alleno… 100 km in ottobre e 10 km martedì. Ho fatto un buon tempo, ma il prossimo anno spero di concludere la gara in 20 minuti. Meglio se fa freddo così i muscoli non si surriscaldano, speravo ne facesse anche di più.”
“Così veniva a tutti uno strappo e lui arrivava prima!” qualcuno bisbiglia.
“La quinta dovrebbe camminare… abbiamo l’esame a cui pensare” 
“Dovrebbe essere a marzo: fa troppo freddo!!!”
“Siamo in quinta e pensavamo di organizzare, invece siamo rimasti fregati anche quest’anno e ci tocca correre”
“Lei ha chiesto il malocchio a sua nonna per la pioggia”
Scorgo Chiara Liviani e la raggiungo “Un po’ mi spiace non essere sul podio, ma è ormai da un anno che sono ferma e ci ho fatto un po’ l’abitudine. Penso comunque che sia una buona cosa e un’attività salutare, oltre che aggregativa”. 
Stupita sembra Beatrice Costanzio, la vincitrice del triennio “Ultimamente mi stavo allenando, ma, visti i tempi e i risultati che avevo, non mi aspettavo di vincere”

Finalmente un prof. “È una buona iniziativa, semplicissima e salutare che dà senso di appartenenza e unisce. È da otto anni che sono in questa scuola e se posso corro sempre” (professoressa Brigatti).

Ore 12:00: il professor Facheris premia i vincitori e come per ogni manifestazione che si rispetti è doveroso ringraziare tutti coloro che anche quest’anno hanno reso possibile questa giornata: l’AVIS, gli alpini, la Cooperativa famiglie lavoratori, l’associazione Carabinieri, i genitori, i professori, i fortunati delle quinte impegnate nell’organizzazione e tutti i galileiani che stamattina si sono alzati per andare a scuola e fare pure uno sforzo fisico.

È stato bello? Ai posteri l’ardua sentenza.